Francamente Imbarazzante

Installazione – stampa digitale ripetuta – misure variabili

L’installazione è pensata come due elementi che concorrono a portare dal mondo del parlato a quello del visivo lo slang: “Francemente Imbarazzante”. L’opera è formata da delle stampe 70×100 cm., ripetute ad occupare lo spazio desiderato, con su scritto lo slang, accompagnate da una pila formato A4 contenente il “contratto di cessione dell’uso” da parte della Dott. Elena Salamoni.
All’interno di un’esperienza vissuta in prima persona, spesso lo slang è stato utilizzato per far riferimento, per commentare o per poter portare in chiave ironica un qualcosa al di fuori o al di dentro del piano dell’arte. Viene da chiedersi allora se questa espressione, tramite una “presa in giro”, non abbia davvero modo di trovare uno spazio reale nel circuito artistico. Se questo umorismo paradossalmente può essere letto come un trasmutatore di energia, che dà la possibilità di generare un dubbio ed una diversa considerazione delle cose, “Francamente Imbarazzante” si posiziona come un convertitore di materia. Se lo slang allora può essere usato per ironizzare su spostamenti di contesto, qui, in maniera provocatoria, si sposta il soggetto dall’orale al visivo, si trasmuta lo stesso trasmutatore generando un cortocircuito. “Francamente Imbarazzante” diventa allora oggetto all’interno del circuito dell’arte, configurandosi come artefatto visivo, emancipando la sua stessa esistenza motivandola con l’ironia. Rimane, allo stesso tempo, “presa in giro” di se stesso, energia che costruisce il paradosso che tiene in piedi la sua posizione nel nuovo contesto. Tramite la stipulazione di un contratto, tutto questo viene sottolineato dallo spostamento da una sfera conviviale ad una burocratica, generando un “quadro” che si predispone come una situazione, appunto, francamente imbarazzante.

fr

CONTRATTO