Lightning

CATALOGO

BEUYS’S DOOR E
BENJAMIN’S WHISPERS

Installazioni – materiali vari

L’installazione, presentata all’interno del progetto Lightning concluso con una mostra collettiva, si estendeva dalla porta d’entrata dell’edificio occupando parte del corridoio e culminava nella porta di vetro illuminata. Tramite i tre scotch colorati, blu, rosso e giallo, i tre colori rappresentativi di Signa, è la Città stessa che, entrando nello spazio, si trasfigurava in un sentiero da seguire. All’inizio si ripercorreva storicamente la presenza-assenza, nell’immaginario visivo della Città, di Palazzo Ferroni andando a sottolineare fotograficamente come esso ci sia sempre stato ma raramente ripreso, come un ricordo marginale, lì per apparire ma senza riuscire quasi mai. In seguito, arrivando a proporre il progetto di conversione a Centro per le Arti, entravano in gioco condensati di testo estratti da Valter Benjamin che ci interrogavano su cos’è e come funziona l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, in particolar modo sul concetto di “opera merce”: l’oggetto si porge come un elemento di partecipazione, ognuno di noi è invitato a prenderne uno, ad attivarsi, a scambiare il suo sguardo con un’azione. Le “scatole opera” contenevano un testo e delle foto frammentate che potevano essere lette soltanto ritrovandosi con gli altri che avevano preso una scatola. I barattoli invece, anche questi prendibili, contenevano un estratto di testo da un libro di Angela Vettese riguardante la concezione di arte contemporanea.
L’installazione luminosa, pensata appositamente per la porta, si configurava come la fine di un percorso certo e la prosecuzione verso un luogo a noi celato, un cancello verso un altrove. Quell’altrove proposto dal progetto di riqualifica per Palazzo Ferroni che rimane attualmente non raggiungibile. La porta teneva su di sé del feltro che, come era per Beuys portatore e conservatore di energia e vita, trasmetteva la sua forza a quel luogo, a quello spazio in costruzione. Le luci ci invitavano a proseguire ma, nel momento in cui provavamo ad accedere, la porta non si apriva. Il bagliore che ci chiamava ad uno spazio nuovo ci rimbalzava via, diventava inaccessibile.

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