Luminaria

Installazione – fotografia digitale

Ripetizioni di immagini in piccolo formato – misure variabili

La serie, composta da 10 scatti in ripetizione, come si intuisce dal nome fa riferimento a tutto quel mondo “magico”, per un bambino, ricco di lucette e colori tipico delle illuminazioni festive usate per addobbare. Le foto, stampate su carta in piccolo formato, tentano di configurarsi come quasi delle cartoline dal passato, un richiamo al nostro primordiale immaginario visivo. Luminaria prende spunto e vuole recuperare il nostro io fanciullo. Topografie di macchie di colore che, isolate e ribaltate, configurano una geografia impossibile, immaginata appunto, di un luogo astratto nelle nostre fantasie. Il progetto nasce dalla volontà di fissare nel visibile quei colori frammentati di un mondo ormai lontano, lasciato nel cassetto della nostra infanzia.
Le cromature sovraesposte tentano di rapire il nostro sguardo celando e sottolineando la luce in trasparenza. Come un gioco che ci rimanda ad un tempo dove tutto era da scoprire ed ogni dettaglio aveva una bellezza nascosta, poichè tutto era un deposito di infinite possibilità. Luminaria ci irradia con i suoi colori, ci invita a perderci nelle sue “mappe di macchie”, lasciandoci ad osservare quella luce filtrante.

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Sulla stessa linea di senso si colloca anche la seconda seria, un folto gruppo formato da 60 “tasselli fotografici”, che ci raccontano attraverso l’accostamento e la ripetizione una storia analogica. Le stratificazioni di un tavolo da lavoro, passato di generazione in generazione, si cristallizzano in mappe astratte immortalando un oggetto andato ormai distrutto. Gli strati, come la memoria, si depositano lentamente l’uno su l’altro fino a perdere una soluzione di continuità. La luce ci permette di avvertirne una lettura fatta di rimandi e visioni vicine che, comunque vada, restano parzialmente inaccessibili.

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