Percorsi

Residenza artistica con restituzione finale

YAG/garage – Pescara

A cura di Ivan D’Alberto

Sul tema del viaggio si colloca il progetto espositivo Percorsi che coinvolge un gruppo di giovani artisti provenienti dalla regione Toscana: Adriana Amoruso, Alice Ferretti, Leonardo Moretti e Gianluca Tramonti. Questo collettivo , attraverso gli occhi di due giovani artisti pescaresi, Lucia Cantò e Francesco Alberico, ha ricostruito, in maniera personale, la topografia della Città di Pescara. L’obiettivo di questo progetto è stato quello di riattivare la fertilità creativa di un territorio, quello pescarese, stimolando il contatto e il passaggio di sensazioni tra giovani artisti appartenenti a contesti geografici diversi. Lucia Cantò e Francesco Alberico si sono trasformati in moderni ciceroni accompagnando, in una sorta di “petite tour”, gli artisti toscani con il compito di immergerli in una cultura “altra”, quella di un territorio da sempre considerato di “passaggio”: l’Abruzzo. In base alle sensazioni ricevute dai rapporti dei due artisti abruzzesi e ai percorsi intrapresi dagli artisti toscani nei primi giorni di residenza sono emerse delle “visioni” che poi hanno trovato concretezza nell’appuntamento espositivo. – Ivan D’Alberto

Per quanto riguarda il mio lavoro, questa esperienza ha fatto emergere tre precise restituzioni, sotto forma di installazioni, di alcuni aspetti che mi hanno colpito. Le installazioni scaturite sono Lungo Mare, Night Fever Pescara e Area del Fratino.
Le prime due, collegate tra di loro, sono state poste vicine, perché in relazione, cosi da creare un unico spazio dove poterle percepire insieme. L’ultima, invece, che raccoglie il “cuore” del tour personale intrapreso in quei giorni, attraverso la fotografia, il ricamo e l’assemblaggio di più materiali, era dispiegata su cinque tavoli leggermente più distante.

LUNGO MARE

Installazione – misure variali

Stencil acrilico su lastre di PVC nero lucido

L’idea dell’opera nasce dalla suggestione del tipico lungomare della riviera adriatica che, da nord a sud, tende a standardizzare e omogenizzare i luoghi, creando nell’osservatore una sorta di “geolocalizzazione persa”. Il lungo mare pescarese incarna perfettamente la divisione che questa Città vive: da una parte un impianto visivo per il turismo balneare, dall’altra la Città degli abitanti, con i palazzi, i viadotti e il brulichio delle attività di lavoro quotidiane. Questa enorme striscia di luogo, dove strada, strada pedonale, palme, spiaggia e stabilimenti balneari si susseguono, diventa come un enorme corridoio, dove, sembra, che un incessante modulo si ripeti all’infinito senza soluzione di continuità. La palma diventa quindi archetipo di una visione che si reitera. Da qui la scelta di trasformarla in uno stencil, appunto, che si moltiplica e si accosta placido su pezzi di un litorale essenzializzato, annerito, attraverso un materiale che, quasi in maniera glamour, ci fa riflesso. Le lastre in PVC diventano quasi degli specchi dove il nostro sguardo decade, come lo stencil che a poco a poco diventa sempre più impastato e sbavato così la nostra visione che, dopo km dello stesso panorama, tende ad eclissarsi.

NIGHT FEVER PESCARA

Installazione – misure variabili

Fotografia digitale 70×100 cm. l’una

Si tratta forse di un’immaginario sfocato di qualche locale notturno sul mare? Il lungomare pescarese, però, sembra avere una salvezza dall’oblio della ripetizione: ogni tanto è “spezzato” da alcune piazze. Una di queste, vicina al nostro alloggio, diventa per me punto di riflessione privilegiato. La sera, in questo luogo, all’interno di una fontana, vengono accesi dei monoliti luminosi che irradiano l’ambiente di un’atmosfera, allo stesso tempo, assente e carica. Queste luci nella notte diventano quindi un pretesto fisico per raccontare una geometria luminosa astratta, dove, attraverso l’artificio della macchina fotografica, la piazza perde la sua forma, raccontando di lei soltanto un viaggio analogico fatto di segni.

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AREA DEL FRATINO

Installazione – misure variabili

Mini sculture in multi-materiale:
Ferro, polistirolo, plexiglass, spugna, carta, filo, polaroid, fotografia digitale adesiva

Questa installazione, composta da varie parti e più materiali, è un racconto analogico della settimana di residenza. Riporta, in stille, i vari luoghi attraversati e visitati non tramite una visione di reportage ma, con l’ausilio di pochi scatti simbolici, condensa le suggestioni delle forme e l’esperienza vissuta.
Fotografia digitale su carta adesiva e piccole polaroid, scelte per l’immaginario “da viaggio nostalgico” che si portano dietro come medium, sono incastonate ed entrano in dialogo con carta, plastica e filo che, insieme, vanno a costruire delle piattaforme, dei costrutti tridimensionali, atti a intavolare una conversazione tra questi piccoli dispositivi multi-materiali e il nostro viaggio su Pescara.
Gli elementi plastici e cartacei, tipici del mio lavoro sul recupero dei materiali di scarto, si accordano con gli elementi fotografici che diventano quasi degli elementi “topografici” per districarsi in questa “mappa di oggetti” inconsueta.
Il titolo Area del Fratino, come si vede nell’elemento fotografico posto a terra che riporta un’immagine del Fratino appunto, viene dalla suggestione nata dai boschetti di alberi costieri, che vengono costantemente ripiantati e mantenuti, che si ritrovano in varie parti del litorale Pescarese. Parlando con gli autoctoni è venuto fuori come l’intera area balneare sia paradossalmente “piegata” alle esigenze di questo minuto uccellino che, avendo degli speciali bisogni per la nidificazione, è stato inserito nella lista degli animali protetti e per questo vengono salvaguardate determinate aree vegetative adatte allo scopo.
Colpito da come questo esserino sia allo stesso tempo una problematica ed un’icona di questa Città, ho deciso di ricostruire e installare i mie costrutti imitando e stilizzando proprio l’idea di boschetto. La volontà è stata quella di “convertire” il nostro viaggio Pescarese a “esperienza protetta” e riproporla come “luogo sicuro”, in questo caso l’Area del Fratino.

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