Precipitato

Installazione – misure variabili

Scotch/grafite
su
Plexiglas/materiale plastico vario

Nel progetto Precipitato, attraverso una sequenza di elementi basici per colore e medium, configuro un codice tramite il quale analizzare e quindi “decodificare un mondo in costruzione”. Come quasi un chimico ho selezionato gli elementi che compongono l’opera come se fossero molteplici precipitati, sostanze solide insolubili, ottenute per precipitazione da soluzioni sovrassature, come il visivo contemporaneo, stracolmo di immagini nell’era della riproducibilità e condivisione. Un condensato di elementi che si separano da una soluzione in gran quantità e sedimentano con facilità, lasciando il campo chiaro e limpido. Su tavole di plastica semitrasparente ho disposto frammenti di nastro adesivo da imballaggio rosso, giallo e blu, opportunamente rettificate mediante il segno, ipotizzando tracce da seguire per possibili percorsi, mai univoci. Gli elaborati presentati si offrono come vere e proprie “tabule rase da dove poter costruire qualsiasi cosa”. Ed è proprio a causa della necessità di poter combinare e ricalibrare a nuova fruizione, concettualmente e materialmente qualsiasi cosa, che mi avvalgo di vari mezzi innestando grafite, segno, colla, scotch e carta attraverso un’installazione fatta con molteplici materiali plastici di supporto. Tutta l’elaborazione è fondata sulla ricodifica di questi oggetti di consumo industriale povero, considerati solitamente materiali non nobili, atipici, rispetto al panorama artistico hi-tech. La conseguenza è un’approdo ad una riflessione verso una multi-interpretatività delle cose, a nuovi percorsi narrativi e altre possibilità percettive. Il “precipitato” è per me ciò che si manifesta come conseguenza naturale di determinate premesse, che ci permette, se vogliamo, di poter scorgere collegamenti e uguaglianze invece che distanze e differenze.

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