Ripetizione Organica

Installazione – fotografia digitale

Ripetizioni di immagini in piccolo formato – misure variabili

Il progetto a tematica “naturale” (disponibile in 7 moduli diversi) nasce a partire dalla riflessione sul termine “resilienza” che, in ecologia e biologia, sta a significare la capacità di una materia vivente di autoripararsi dopo un danno, o quella di una comunità o di un sistema ecologico di ritornare al suo stato iniziale dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che ha modificato quello stato. Questa definizione si affianca a quella della psicologia che ritiene la resilienza come la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici.
La natura, oggi elemento sempre più “addomesticato” dall’uomo, diventa un rappresentante ideale di un atteggiamento di resistenza e ciclo, che essa compie, “sopravvivendo” all’intervento umano. Contemporaneamente anche l’uomo, nella sua esistenza, è costantemente modificato e messo alla prova, cercando di superare i traumi per tornare al suo stato di equilibrio.
Quello che il progetto intende compiere è una sovrapposizione di resilienza, metaforizzando lo status vegetale a quello umano. L’organismo, l’essere vivente, presentato dalla natura rappresenta l’uomo, la comunità, come sistema che resiste e in maniera nichilista si ripropone sempre uguale a sé stesso. Il ripetersi incessante delle situazioni visive simboleggia un ritorno ad uno “status quo” che avviene in maniera inerte e involontaria.
L’installazione si configura come una moltiplicazione ossessiva delle stesse immagini, che si accatastano l’una accanto all’altra, occupando tutto lo spazio desiderato. L’immagine dei dettagli naturali, visivamente dimessi, si carica di significato nell’atto della ripetizione. Culturalmente identificata come “natura morta” i soggetti, gli individui in questo caso, sono tutt’altro che tali. Il lavoro fotografico è a volte accompagnato ad un’opera video a tre o più canali, a seconda dell’esigenza installativa, che riporta come soggetti la luce, il fuoco e l’acqua. L’intero impianto audio/visivo cerca di portare l’osservatore in una condizione dove la linea di confine tra alienazione e meditazione si perde: VIDEO.

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