Skin

Installazione – misure variabili

Tavole anatomiche/grafite/scotch
su
Plexiglass

La serie (di cui sono riportate alcune foto installative) formata da 14 pezzi, di cui due a colori e gli altri in bianco e nero, riporta sul primo il seguente testo: “Anatomicamente parlando il corpo può essere considerato un insieme di parti che collaborano a formare un tutt’uno ma, prese nella loro singolarità, queste parti possono rappresentare una persona o piuttosto un oggetto altro da sé?
Il denudamento dell’anima si può considerare letteralmente come un effettivo scorticamento? E se così fosse, quello di una parte soltanto può esser considerato come una scissione di questa? Si dice che il dolore fisico sia più facilmente sopportabile di quello emotivo essendo questo localizzato, tangibile, ci pone la possibilità di dargli un’identità.
È la pelle l’involucro da sbucciare?”
Presentate come una sequenza, attraverso una scansione analitica della parte, le tavole anatomiche scindono il corpo portandolo in un’altra dimensione, dove questo quasi si trasforma in “oggetto”. Non più un tutt’uno ma come elemento singolo, il corpo si presenta come un’anomalia. Sotto lastre di plexiglas di recupero, come quasi “vetrinizzato”, ci permette di riflettere sulla nostra fisicità. La lastra trasparente si configura come un’epidermide, la nostra pelle, che attraverso percorsi di grafite, macchie e stratificazioni, si apre per farci vedere quello che normalmente non è visibile. La pelle diventa il deposito dello sporco quotidiano che ci svela, ma non troppo, il fatto che sotto di essa, siamo tutti uguali.

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